tumore bocca

Cos’è il tumore alla bocca

Il tumore del cavo orale è un tumore raro, che interessa le strutture della bocca come la parte intermedia e anteriore della lingua (per la base-lingua o parte posteriore della lingua, vedere orofaringe), gengive, palato duro, pavimento della bocca (sotto la lingua), labbra, mucosa interna delle guance, o quella regione situata oltre i denti del giudizio (trigono retromolare).

In Italia si verifica in 0.4/100.000 abitanti all’anno, ma nel mondo, la frequenza più elevata è in India. Il rapporto tra uomini e donne è a sfavore dei primi ma che si sta progressivamente appianando per l’aumento dell’abitudine all’alcol anche tra le donne, e colpisce soprattutto tra i 50 e i 60 anni di età. (1)

In Italia le sotto-sedi maggiormente interessate sono le labbra e la lingua, entrambe con un rischio del 30%.

Quali sono le cause e fatti di rischio del tumore del cavo orale?

Le cause note sono l’abitudine al fumo e all’alcol, lesioni pre-tumorali come leucoplachia, eritroplasia, lichen, fibrosi sottomucosa e anemia di Fanconi, continui piccoli microtraumi dovuti a dentature trascurate, protesi alterate e denti mal curati.

Tutto inizia con una piccola lesione che rapidamente si ingrandisce e crea un’ulcerazione profonda che, nel caso della lingua, va a infiltrare la muscolatura o, in caso delle gengive, l’osso.

Qual è la prognosi per il tumore del cavo orale?

La prognosi varia dal 50-85% in base ai seguenti fattori prognostici principali:
– Grandezza del tumore (T),
– Dimensioni e il numero dei linfonodi coinvolti (N)
– Sotto-sede (i tumori del labbro hanno prognosi decisamente più favorevole delle altre sedi, probabilmente anche perché riconosciuta prima rispetto alle altre sedi con controllo locale di malattia che arriva al 95% contro il 20% della lingua e porzione di gengiva retromolare anche chiamata trigono),
– Età
– Condizioni cliniche generali.

Almeno il 95% dei tumori maligni del cavo orale sono carcinomi squamocellulari.

Quali sono i sintomi del tumore della bocca?

I sintomi di allarme possono essere:

  • gonfiore
  • modesti sanguinamenti
  • presenza di piccole ferite dolorose che non guariscono
  • dolore
  • incapacità a sporgere la lingua, deviazione stessa o addirittura impossibilità ad aprire la bocca
  • grave alitosi
  • abbondante salivazione, talvolta con saliva mista a sangue
  • comparsa e progressiva crescita delle ghiandole del collo (linfonodi).

Diagnosi del tumore al cavo orale

In questo caso è fondamentale una rapida valutazione specialistica otorino, associata, in caso di sospetto, a indagini radiologiche come: tomografia assiale computerizzata TAC del collo, torace e addome con e senza mdc, seguita se necessario da tomografia ad emissione di positroni PET ed eventualmente approfondita, se indicato, da risonanza magnetica RM.

La diagnosi di tumore deve essere confermato da una biopsia della sede d’origine o, se non possibile, da una biopsia del linfonodo.

Quali sono i trattamenti del tumore del cavo orale?

Il trattamento degli stadi iniziali (T1) è di sola radioterapia o sola chirurgia. Questo, inoltre, è l’unica zona del distretto testa e collo a poter beneficiare della brachiterapia nelle fasi iniziali.

La scelta tra radioterapia esclusiva o chirurgia è condizionata dalla posizione del tumore, dalle dimensioni e dalla profondità di infiltrazione, ma generalmente sono due modalità equivalenti per probabilità di guarigione.

Per lo stadio intermedio (T2) vanno, invece, valutate attentamente le dimensioni della neoplasia in quanto un diametro massimo inferiore a 3 cm, con infiltrazione inferiore a 1 cm e spessore inferiore a 4 mm, la chirurgia è il trattamento da preferire, mentre la radioterapia o la brachiterapia può essere presa in considerazione solo se la malattia è distante dall’osso. Invece, se il diametro massimo supera i 3 cm, vi è un’infiltrazione maggiore di 1 cm e uno spessore superiore o uguale a 4 mm, la chirurgia è sicuramente il trattamento da adottare, che andrà seguito da radioterapia in caso di fattori di rischio quali il grado elevato di sdifferenziazione (G3), coinvolgimento dei nervi (invasione perineurale) o dei vasi sanguigni (invasione vascolare), a cui sarà aggiunta in concomitanza la chemioterapia se i margini di resezione sono vicini o i linfonodi presentano soluzioni di continuo nella capsula (extracapsularità).

Invece, nella malattia localmente avanzata (T3-T4) l’approccio chirurgico è il primo da prendere in considerazione, seguito certamente da radioterapia, ma, nel caso in cui la chirurgia non sia fattibile, un trattamento combinato di chemio e radioterapia è quello da intraprendere come standard, o, in alternativa, il solo trattamento radioterapico nei casi in cui le condizioni cliniche generali o l’età non consentano l’aggiunta della chemioterapia (2-5).

Per le forme avanzate l’obiettivo è la cronicizzazione della malattia grazie all’impiego di chemioterapia possibilmente associata a terapia biologica, e, in seconda battuta, per pazienti in buone condizioni generali, di immunoterapia come da recente approvazione, oppure di ulteriore chemioterapia.

Ai suddetti trattamenti verrà eventualmente associata radioterapia delle sedi sintomatiche o a rischio di sanguinamento/frattura e la chirurgia delle singole metastasi.

Gli effetti collaterali di tali trattamenti sono descritti nell’apposita sezione “effetti collaterali”.

Sopravvivenza al tumore del cavo orale

Al giorno d’oggi, con le terapie a disposizione, la sopravvivenza è variabile in base allo stadio e alla sottosede.

Infatti, il controllo locale di malattia nei carcinomi del cavo orale è in media attorno al 60-65%, con estremi che vanno dal 95% per i carcinomi T1- T2 del labbro al 20% per i T4 della lingua e del trigono retromolare. La probabilità di controllo della malattia locale e locoregionale si modifica in base al coinvolgimento dei linfonodi, infatti, la presenza di metastasi linfonodali riduce del 50% la probabilità di guarigione globale.

Le probabilità di sopravvivenza negli stadi iniziali (I-II) a 3-5 anni sono le stesse sia se si è adottato un approccio chirurgico sia se è stata eseguita la radioterapia e va dal 70 all’85%.

Le metastasi a distanza dei carcinomi del cavo orale sono meno del 10%, salvo dopo ripetute recidive.


Bibliografia

  1. Van Dijk BA, Gatta G, Capocaccia R et al: Rare cancers of the head and neck area in Europe. Eur J Cancer 2012 Apr; 48(6): 783-96
  2. Iyer NG, Tan DS, Wang W et al. Randomised trial comparing surgery and adjuvant radiotherapy versus concurrent chemoradiotherapy in patients with advanced non metastatic SCC of HN: 10-year update and subset analysis. Cancer 2015 Jan 29
  3. Calabrese L, Bruschini R, Giugliano G et al. Compartimental surgery: long-term oncologic results in the treatment of tongue cancer. Oral Oncol 2011; 47:174-9
  4. Salvatori P, Paradisi S, Calabrese L et al. Patients survival after free lap reconstructive surgery of HN-SCC: a multicentre retrospective study. Acta Otorhinolaringol ital 2014; 34:99-104
  5. Piazza C, Montalto N, Paderno A et al. Is it time to incorporate depth of infiltrationj in the T staging of oral tongue and floor of the mouth cancer? Curr Opin Haed and Neck Surg 2014; 22:81-9.