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Cisplatino effetti collaterali

Il Cisplatino fa parte della famiglia così detta degli “alchilanti”, è un trattamento chemioterapico antitumorale che si lega ad alcuni elementi del DNA impedendo tutte le fasi del ciclo cellulare e, dunque, inducendo a morte la cellula.

Il Cisplatino è il farmaco più importante per il trattamento dei tumori spinocellulari ed indifferenziati della testa e del collo.

Somministrazione del Cisplatino

Solitamente si somministra endovena in concomitanza a radioterapia o in associazione ad altri farmaci come 5fluorouracile, cetuximab, etoposide, adriamicina, gemcitabina, taxolo e taxotere, una volta ogni 3 settimane.

Effetti collaterali del Cisplatino

I potenziali effetti collaterali del cisplatino più comuni sono:

  • Alterazione della funzionalità renale, che aumenta all’aumentare della dose e del numero di cicli. Si può prevenire o controllare con corretta idratazione pre, durante e post terapia. Talvolta, tuttavia, possono residuare deficit permanenti.
  • Deficit di sali minerali o elettroliti nel sangue. Ogni 10 giorni il paziente viene sottoposto a un controllo degli esami ematici per valutare anche questo aspetto e la necessità di reintegro dei Sali minerali eventualmente deficitari.
  • Nausea e/o vomito. È necessario segnalare sempre all’oncologo l’insorgenza di questi effetti collaterali perché esistono farmaci, detti antiemetici, molto efficaci che aiutano a controllare i sintomi. In ogni caso prima di iniziare la terapia ne verranno somministrati alcuni a scopo preventivo. La nausea e il vomito possono verificarsi sia durante l’infusione del farmaco sia alcuni giorni dopo e se non sono controllati dalla terapia al bisogno si deve informare l’oncologo in modo da ricevere un trattamento antiemetico più efficace.
  • Intorpidimento o formicolio a mani e piedi. Chiamate, in termini medici, parestesie o neuropatia periferica, sono dovute a un’irritazione dei nervi da parte del farmaco per cui si potrà evidenziare difficoltà a tenere in mano oggetti piccoli, ad allacciare bottoni o a scrivere. È determinato dall’azione del cisplatino sui nervi, ma la situazione solitamente migliora circa un mese dopo la sospensione delle cure. Può essere irreversibile.
  • Ototossicità ovvero diminuita capacità uditiva, che potrebbe essere irreversibile. Tossicità vestibolare o disturbi dell’equilibrio.
  • Temporaneo deficit delle cellule del sangue può causare, dunque anemia, ridotta capacità di coagulazione con facilità nell’insorgenza di lividi o di piccoli sanguinamenti, indebolimento del sistema immunitario e quindi maggiore facilità alle infezioni. Il paziente sarà sottoposto ad esami del sangue regolari per controllare l’insorgenza e la gravità degli eventuali effetti collaterali e l’oncologo darà le indicazioni su come comportarsi in caso di insorgenza degli stessi. Quando il cisplatino è combinato con altri chemioterapici, tali effetti collaterali si sommano e potrebbero essere potenzialmente gravi, tanto da richiedere trasfusioni di sangue per anemia o emorragia, ricoveri per curare infezioni complesse e/o somministrazione di farmaci per stimolare la ricrescita delle cellule del midollo osseo.
  • Fertilità. Il farmaco può avere effetti sulla capacità di avere bambini. È importante discuterne con l’oncologo prima di avviare le cure in modo da poter attuare misure che limitino il problema.

Effetti collaterali meno frequenti sono:

  • Singhiozzo
  • Temporanea alterazione del gusto. Nel caso in cui l’alterazione el gusto dovesse compromettere la corretta alimentazione e il mantenimento del peso, il nutrizionista o l’infermiere/a specializzato sapranno darvi consigli adeguati.
  • Dolori articolari o muscolari (crampiformi). Sono momentanei, interessano maggiormente le spalle e variano in base alla posizione assunta. Possono insorgere alcuni giorni dopo la terapia e vengono alleviati dall’assunzione al bisogno di farmaci antidolorifici.
  • Modificazioni della frequenza cardiaca. Talvolta i battiti possono rallentare (bradicardia) ma senza conseguenze per il paziente se non di vertigini o mal di testa che vanno comunque segnalati all’oncologo. Altre volte si tratta di tachicardia, cioè battito accelerato, o altri tipi di disturbi del ritmo dette aritmie.
  • Alterazioni della funzione del fegato o del pancreas. Questo disturbo, in ogni caso si normalizzerà al termine delle cure e difficilmente darà sintomi o problemi al paziente, tuttavia andrà comunque tenuta sotto controllo con esami del sangue periodici.
  • Dolore, infiammazione (mucosite) o ulcere della bocca. Nel caso in cui succeda l’oncologo vi saprà guidare sul come gestire al meglio la situazione. La Mucosite può interessare anche o il rivestimento dell’apparato gastrointestinale con conseguenti disturbi digestivi e intestinali.
  • Broncospasmo (respiro affannoso) ed ipotensione (abbassamento della pressione arteriosa).
  • Reazione allergica come prurito, rossore, febbre, brividi, mal di testa, fatica a respirare, vertigini e minzione più frequente. In questo caso l’oncologo vi terrà maggiormente sotto controllo durante il trattamento ed eventualmente somministrerà i farmaci necessari. In ogni caso, prima di avviare la terapia vi verranno somministrati dei farmaci come prevenzione.
  • Neuriti ottiche (infiammazione del nervo ottico), papilledema (rigonfiamento della retina) e cecità.
  • Tossicità vascolare compresi infarto del miocardio, accidente cerebrovascolare (ictus), sindrome emolitico-uremica (HUS, che consiste in anemia, riduzione delle piastrine e diminuita funzionalità renale).
  • Attacchi epilettici.

Informazioni aggiuntive

Se durante le flebo si sente dolore nel punto di inserzione dell’ago o lungo la vena o se si nota una fuoriuscita di liquido, bisogna segnalarlo subito all’oncologo o all’infermiere/a, in modo che possano controllare che tutto stia procedendo correttamente ed eventualmente provvedere a ridurre il fastidio.

Alcuni farmaci anche omeopatici potrebbero interferire con l’effetto della chemioterapia, per cui si consiglia di consultate l’oncologo prima di assumere altri farmaci.

Inoltre, il succo di pompelmo potrebbe interferire con il metabolismo del cisplatino quindi si consiglia di evitarlo durante il trattamento.

Cisplatino in gravidanza

Si sconsiglia di iniziare una gravidanza o concepire un bambino in corso di chemioterapia o almeno nei 6 mesi successivi, in quanto il farmaco potrebbe compromettere lo sviluppo fetale. Anche in questo caso, si consiglia di discuterne apertamente con l’oncologo.

dr.ssa Aurora Mirabile
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