Il 5-fluorouracile è un farmaco antitumorale della classe degli antimetaboliti, presente da 40 anni tra le terapie oncologiche. Agisce sfruttando la sua somiglianza con un componente del RNA (uracile) per sostituirsi ad essa e alterare il DNA attraverso l’RNA, provocando la morte cellulare.

Somministrazione di 5 Fluorouracile

Solitamente si somministra endovena in infusione continua per 4 giorni in associazione ad altri farmaci come 5fluorouracile, cetuximab, carboplatino, cisplatino, taxolo e taxotere, ogni 3 settimane.


Effetti collaterali di 5 Fluorouracile

Gli effetti collaterali più comuni sono:

  • Temporaneo deficit delle cellule del sangue e causare, dunque anemia, ridotta capacità di coagulazione con facilità nell’insorgenza di lividi o di piccoli sanguinamenti, indebolimento del sistema immunitario e quindi maggiore facilità alle infezioni. Il paziente viene sottoposto ad esami del sangue regolari per controllare l’insorgenza e la gravità degli eventuali effetti collaterali e l’oncologo fornisce indicazioni su come comportarsi in caso di insorgenza degli stessi.
  • Diarrea. Capita raramente e si gestisce bene con i farmaci, la reidratazione, modifiche dietetiche e i fermenti lattici.
  • Nausea e vomito. Si consiglia di segnalare sempre all’oncologo l’insorgenza di questi effetti collaterali perché esistono farmaci, detti antiemetici, molto efficaci che aiutano a controllare i sintomi. In ogni caso prima di iniziare la terapia ne vengono somministrati alcuni a scopo preventivo. La nausea e il vomito possono verificarsi sia durante l’infusione del farmaco sia alcuni giorni dopo e se non sono controllati dalla terapia al bisogno informare l’oncologo in modo da ricevere un trattamento antiemetico più efficace.
  • Caduta dei capelli. Anche detta alopecia, è un effetto solitamente minimo che si sviluppa 2-3 settimane dalla prima somministrazione in modo reversibile, per cui al termine delle cure i capelli ricresceranno.
  • Anomalie cardiache. Si riscontrano all’elettrocardiogramma come segnali ischemici e aritmie che vanno monitorati, in modo da poter sospendere tempestivamente il farmaco in caso di gravità.
  • Dolore toracico simile all’angina pectoris, va certamente segnalato e tenuto sotto controllo.
  • Dolore, infiammazione (mucosite) o ulcere della bocca. Nel caso in cui compaiano questi sintomi, l’oncologo suggerisce su come gestire al meglio la situazione. La Mucosite può interessare anche il rivestimento dell’apparato gastrointestinale con conseguenti disturbi digestivi e intestinali.
  • Aumento dell’acido urico nel sangue. Motivo per cui viene controllato negli esami ematochimici ogni 10 giorni.
  • Fertilità. Il farmaco può avere effetti sulla capacità di avere bambini. È importante discuterne con l’oncologo prima di avviare le cure in modo da poter attuare misure che limitino il problema.
  • Broncospasmo (respiro affannoso).
  • Dolorabilità e rossore del palmo della mano e della pianta del piede (a volte noto come sindrome palmare-plantare). È un effetto collaterale temporaneo destinato a scomparire alla conclusione del trattamento.

Effetti collaterali non comuni

  • Reazione allergica come prurito, rossore, febbre, brividi, mal di testa, fatica a respirare, vertigini e minzione più frequente. In questo caso l’oncologo terrà il paziente maggiormente sotto controllo durante il trattamento e eventualmente somministrerà i farmaci necessari. In ogni caso, prima di avviare la terapia vengono somministrati dei farmaci come prevenzione.
  • Paronichia. Alterazione delle unghie che possono cambiare colore e spezzarsi (onicolisi), tuttavia, si normalizzeranno qualche mese dal termine della cura.
  • Desquamazione o ulcerazione cutanea. Ad es. pelle secca, screpolatura, erosione, eritema, rash pruriginoso, aumentata sensibilità alla luce, aree di aumentata colorazione della pelle alternate ad aree con ridotta colorazione soprattutto vicino ai vasi sanguigni dopo esposizione al sole, va in ogni caso segnalata.
  • Alterazioni della funzione del fegato. Questa, in ogni caso si normalizzerà al termine delle cure ma che deve essere comunque tenuta sotto controllo con esami del sangue periodici.
  • Problemi cardiaci come: infarto e scompenso.

Informazioni aggiuntive

Se durante le flebo si sente dolore nel punto di inserzione dell’ago o lungo la vena o se si nota una fuoriuscita di liquido, bisogna segnalarlo subito all’oncologo o all’infermiere/a, in modo che possano controllare che tutto stia procedendo correttamente ed eventualmente provvedere a ridurre il fastidio.

Alcuni farmaci anche omeopatici potrebbero interferire con l’effetto della chemioterapia, per cui si consiglia di consultate l’oncologo prima di assumere altri farmaci.

Si sconsiglia di iniziare una gravidanza o concepire un bambino in corso di chemioterapia o almeno nei 6 mesi successivi, in quanto il farmaco potrebbe compromettere lo sviluppo fetale. Anche in questo caso, si consiglia di discuterne apertamente con l’oncologo.

dr.ssa Aurora Mirabile
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