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Laringectomia totale

L’intervento di laringectomia totale viene eseguito nei tumori avanzati o come chirurgia di recupero dopo fallimento di protocolli di preservazione d’organo e ha lo scopo di asportare in modo completo la neoformazione tumorale e quindi tutta della laringe.

L’intervento di laringectomia totale semplice si esegue in anestesia generale, mediante un’incisione fatta dall’esterno (cioè sulla cute del collo). Sempre attraverso la stessa incisione cutanea, possono essere contemporaneamente asportati, se necessario, i linfonodi e\o altre strutture del collo (muscoli, vasi o nervi). L’area anatomica asportata verrà successivamente ricostruita (neo-faringe) e suturata con dei punti.

Questo intervento prevede la creazione di un’apertura permanente della trachea a livello cutaneo (il tracheostoma), al fine di garantire una via respiratoria; in tale apertura, nel periodo postoperatorio, verrà inserita una cannula tracheale, generalmente metallica, che Lei dovrà mantenere in sede per qualche mese.

tracheostomia


Rischi e Complicanze

Come tutti gli atti medici, anche se condotti in maniera adeguata con competenza ed esperienza e in conformità agli attuali standard di sicurezza e di norme in vigore, anche gli interventi sul distretto laringeo possono comportare dei rischi e delle complicanze. I rischi sono:

  • Emorragia intraoperatoria o nelle prime 24 ore successive all’intervento;
  • Emorragia tardiva (5^-10^ giornata) quale complicanza, sia pure infrequente di ogni atto chirurgico;
  • In casi eccezionali il decesso legato a emorragia massiva;
  • Ematoma post-operatorio (cioè raccolta di sangue o siero nel collo), che raramente determina delle situazioni cliniche preoccupanti;

Le complicanze sono:

  • Complicanze mediche legate alla compromissione dell’organismo a seguito dell’atto chirurgico, con anche possibilità di decesso;
  • Formazione di ulcere gastriche da stress, con possibilità di sanguinamenti anche gravi che possono comportare, in casi eccezionali, il decesso;
  • Complicanze della sede chirurgica: la più frequente in questi tipi di interventi, è la creazione di una comunicazione tra la neo-faringe e il collo (“la fistola”) che si risolve (nella maggior parte dei casi) con medicazioni locali compressive; raramente, invece, si rende necessario un nuovo intervento di revisione chirurgica. Tale complicanza, tuttavia, obbliga il paziente al mantenimento della sonda gastrica (“il sondino”) per la nutrizione, per tempi più lunghi;
  • Complicanze anestesiologiche: legate ai rischi dell’anestesia generale, con possibili complicanze anche molto gravi, di cui parlerà con l’anestesista.

L’asportazione completa della laringe e la conseguente separazione delle vie respiratorie da quelle digestive comporta:

  • la formazione di un tracheostoma definitivo, che è conseguenza della fissazione alla cute del margine superiore della trachea. Questo significa che l’aria arriva direttamente ai polmoni attraverso questa apertura. Da questo tracheostoma inoltre fuoriusciranno tutte le secrezioni prodotte dai polmoni e dai bronchi;
  • a seguito di questa nuova situazione anatomica l’aria respirata non viene filtrata (attenzione alle polveri), umidificata e riscaldata. Quindi è necessario filtrare l’aria con filtri speciali. Inoltre, è indispensabile evitare che entri acqua dal tracheostoma: andrebbe direttamente nei polmoni col rischio di annegamento.

L’intervento chirurgico di laringectomia totale, se da un lato garantisce una radicalità oncologica, da un altro si associa ad importanti sequele che impattano significativamente sulla qualità di vita dei pazienti. In particolare, aspetti quali la perdita della voce, l’alterazione della funzionalità respiratoria e la presenza di un tracheostoma permanente vengono vissuti dal paziente come gravi menomazioni.

Diviene pertanto fondamentale l’aspetto riabilitativo dei pazienti sottoposti a laringectomia totale sia per quanto concerne la comunicazione verbale, la riabilitazione polmonare ed olfattiva e l’ambito psico-sociale.

Ad oggi i sistemi disponibili sono rappresentati dall’elettrolaringe (o laringofono), la voce esofagea/erigmofonica e la voce tracheo-esofagea mediante il confezionamento di una fistola tracheo-esofagea per consentire l’alloggiamento della valvola fonatoria. Quest’ultimo metodica, da distinguersi in simultanea se avviene nel contesto di un intervento chirurgico di laringectomia totale, in sequenziale (se avviene dopo l’intervento di laringectomia ma entro 6 mesi dallo stesso) ed in differita (dopo i 6 mesi), rappresenta il gold-standard nella riabilitazione fonatoria, con evidenza di molta soddisfazione da parte dei pazienti ed un netto miglioramento della loro qualità di vita.

dr. Leone Giordano
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